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L'Unione europea rinvia di un anno le norme per l'importazione del metano

Di fronte alla crisi delle forniture, l’Europa si prepara a rinviare le norme sulle importazioni di metano  nella riunione del Consiglio dell’Unione europea sull’energia a Dublino la Francia ha spinto per il rinvio di un anno delle norme europee sul metano relative alle importazioni di petrolio e gas, sostenendo che l’Europa non può inasprire gli obblighi burocratici sul clima per i fornitori mentre i mercati dei combustibili restano sotto pressione a causa del conflitto con l’Iran. Dal 1° gennaio 2027, gli importatori europei dovranno dimostrare che il petrolio greggio, il gas e il carbone oggetto di contratti firmati o rinnovati dopo il 4 agosto 2024 siano stati prodotti secondo standard di monitoraggio, rendicontazione e verifica equivalenti a quelli applicati all’interno dell’Unione europea, oppure conformi al livello 5 dell’OGMP 2.0, con controlli indipendenti.

Il mancato rispetto delle norme può comportare multe fino al 20% del fatturato annuo. Gli obblighi di rendicontazione sull’intensità delle emissioni seguirebbero nel 2028, mentre un tetto alle emissioni di metano entrerebbe in vigore nel 2030.

È proprio la scadenza del 2027 a essere diventata il principale punto di scontro politico. 
A seguito delle pressioni esercitate da Francia, Germania, Italia e altri Stati membri, l'Unione europea si avvia a proporre un rinvio di un anno dell'entrata in vigore delle norme sulle importazioni di metano.
Il Commissario UE per l'Energia Dan Jørgensen ha confermato l'intenzione di slittare la scadenza per consentire agli operatori di superare le attuali difficoltà operative legate alle tensioni sui mercati energetici globali. Per ulteriori dettagli, consultare Eunews. 

 
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