
È online il nuovo parere scientifico indipendente intitolato "Valuing Nature:
Implications for EU Governance", pubblicato dal Gruppo Europeo per l'Etica nelle Scienze e nelle Nuove Tecnologie (EGE).
In un contesto europeo segnato da incertezze geopolitiche e pressioni industriali, il documento avverte del rischio che la transizione ecologica venga messa in secondo piano.
Questo rapporto indipendente esamina come i quadri di valore legati alla natura modellino la legislazione e la definizione delle politiche pubbliche all'interno dell'Unione Europea.
Il documento analizza approfonditamente come i diversi modi di attribuire valore alla natura influenzino le leggi e le scelte politiche dell'Unione Europea.
L'EGE ribadisce invece che la stabilità degli ecosistemi è un prerequisito essenziale per la resilienza economica, la salute pubblica, la coesione sociale e la egittimità democratica delle istituzioni.
Di fronte alle attuali complessità geopolitiche ed economiche, l'EGE lancia un messaggio chiaro: la sostenibilità ecologica non è un obiettivo secondario, ma
la condizione fondamentale per garantire la prosperità, la salute e la sicurezza dell'Europa a lungo termine. Il rapporto propone un cambio di paradigma che superi i meri calcoli economici per integrare le dimensioni etiche, culturali e relazionali nei processi
decisionali.
I punti chiave sviluppati nel documento includono:
1) Riconoscimento dell'interdipendenza tra l'essere umano e i sistemi ecologici, superando la visione della natura come semplice stock di risorse sacrificabili o sostituibili.
2) Integrazione di un approccio pluralistico che consideri contemporaneamente il valore strumentale, intrinseco e relazionale della natura nei processi di valutazione d'impatto.
3) Definizione dei limiti etici della valutazione economica, evidenziando che i mercati dei crediti e i modelli finanziari non possono normalizzare perdite ecologiche irreversibili.
4) Strutturazione di nuovi meccanismi per rappresentare legalmente gli interessi ecologici e tutelare i danni a lungo termine o diffusi che colpiscono i sistemi non umani.
Tra le raccomandazioni principali, l'EGE esorta l'Unione Europea e gli Stati membri a considerare i limiti ecologici stabiliti dalla scienza come vincoli assoluti alle scelte politiche e non come variabili negoziabili.
Inoltre, raccomanda di inserire in modo vincolante il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile all'interno dell'ordinamento giuridico dell'Unione Europea. Il documento spiega che, anche se l'Europa sta vivendo un periodo complicato a causa di guerre, rincari e tensioni geopolitiche, mettere in secondo piano l'ambiente sarebbe un errore gravissimo. Senza la natura, infatti, non ci sono né lavoro, né salute, né sicurezza. Siamo parte dello stesso sistema: se crolla
la natura, crolliamo noi.
In conclusione, l'economia del futuro non deve misurare il successo solo con la crescita della produzione, ma con la sua capacità di farci vivere bene, rispettando i limiti fisici del nostro pianeta.
Per scaricare la pubblicazione collegarsi qui:
https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/4b9f4620-5e2b-11f1-aa6d-01aa75ed71a1/langua..