Conferenza sul futuro dell'Europa - a che punto siamo


L'idea di
dare avvio al più grande esercizio di cittadinanza partecipata all'interno
dell'Unione, la "Conferenza sul futuro dell'Europa" è stata lanciata dal
Presidente francese Emmanuel Macron nel 2019. La sua proposta, contenuta in una
lettera datata 4 marzo, redatta in 22 lingue ed indirizzata a tutti i cittadini
dell'Ue, ipotizzava un "Rinascimento europeo" da attuarsi attraverso una
"Conferenza per l'Europa con la quale proporre tutti i cambiamenti necessari al
nostro progetto politico, senza tabù, neanche quello della revisione dei trattati".


La proposta
francese è stata sin da subito condivisa dalla Commissione europea a guida
Ursula von der Leyen che all'inizio del suo mandato, attraverso la
Comunicazione "Dare forma alla conferenza sul futuro dell'Europa" del 22
gennaio 2020, ha avviato formalmente i lavori della Conferenza. Hanno condiviso
sin da subito l'iniziativa anche il Parlamento ed il Consiglio europei.

Se tutto
fosse andato secondo i programmi i lavori della Conferenza sarebbero dovuti
iniziare nello stesso primo semestre 2020, periodo coincidente con la
presidenza di turno tedesca del Consiglio, per poi concludersi alla fine della
presidenza semestrale francese del Consiglio, nella primavera del 2022, in
concomitanza con un altro appuntamento importante: le elezioni presidenziali
francesi. Invece non è andata proprio così, per due motivazioni: le prime
divergenze tra le Istituzioni coinvolte e, soprattutto, la pandemia da
Covid-19.

Le difficoltà
oggettive della pandemia hanno costretto le Istituzioni europee a rinviare la
convocazione della Conferenza, inaugurata ufficialmente un anno dopo, nel 2021,
il 9 maggio in occasione della Festa dell'Europa. A questo punto i lavori
avranno la durata di un anno anziché due come previsto inizialmente.

È stata
proprio la pandemia ad imporre con forza la necessità di un urgente rilancio
dell'Unione europea, fondata su nuovi e vecchi principi e su una rinnovata
solidarietà che le crisi sanitaria ed economica hanno saputo ben evidenziare,
Unione che dovrà essere improntata sulla sostenibilità ecologica, lo sviluppo
economico, il progresso sociale, la sicurezza e la democrazia. 

La pandemia ha messo in evidenza i punti di forza e le
fragilità dell'Unione ed ha evidenziato, in maniera ancora più cogente, la
necessità di un nuovo sistema di governance e quindi dei meccanismi
istituzionali da cui dipendono le decisioni dell'UE e di coinvolgere i
cittadini per riavvicinarli al progetto europeo, messo a dura prova non solo
dalla pandemia, ma anche dalle spinte sovraniste e da diverse criticità. Un
confronto diretto con i cittadini dovrebbe riavvicinarli in maniera consapevole
e da protagonisti al disegno europeo, dando così avvio ad una rinascita post
pandemia. Tra l'altro le basi per un forte cambiamento erano già insite nel
Programma di lavoro della Commissione a guida von der Leyen, programma che
molti hanno definito come quello dei prossimi decenni perché va ben oltre il
quinquennio del mandato. Durante la pandemia il progetto della Conferenza non è
stato abbandonato tant'è che in Next Generation EU, il più grande strumento
finanziario mai ipotizzato all'interno dell'Unione, si
ritrovano indicazioni e prospettive già accennate nella bozza di proposta della
CoFE, dalle politiche per la digitalizzazione all'ambiente, dall'intelligenza
artificiale alle infrastrutture. Anzi, nel Recovery Fund (parte di Next
Generation EU) si possono già intravedere novità di grande rilievo sotto il
profilo politico-istituzionale: la possibilità per la Commissione
di emettere titoli di debito sul mercato internazionale, la prospettiva di
risorse proprie e di tassazione comune volte con le quali ripagare lo stesso
debito, politiche comuni anche nel campo sanitario oltre che in quelli oggetto
di attenzione della Conferenza.


Tematiche oggetto del dibattito
Il ruolo
della UE nel mondo è uno dei temi cruciali che Conferenza sul futuro
dell'Europa intende affrontare, assieme a: Cambiamento climatico e ambiente - Salute - Un'economia più forte, Giustizia sociale e
occupazione - Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza - Trasformazione
digitale - Democrazia europea - Migrazione - Istruzione, cultura, gioventù e
sport.
 Si tratta di 9
temi di confronto diversi a cui si aggiunge uno spazio, quello delle "altre
idee" in cui è possibile pronunciarsi su temi che stanno a cuore ma non
rientrano nelle tematiche sucitate.

La piattaforma digitale
La Conferenza
sul futuro dell'Unione è ospitata da uno spazio di discussione digitale, una piattaforma
plurilingue https://futureu.europa.eu  lanciata ufficialmente il 19 aprile 2021, che
consente ai suoi fruitori di opzionare una o più azioni. Innanzitutto, è
possibile registrare un proprio evento, che poi apparirà sulla mappa
interattiva. In questo caso si dovrà poi caricare una relazione finale con le
conclusioni, sulla quale i partecipanti potranno commentare; si possono
selezionare gli eventi che riguardano un determinato argomento in una
determinata area della mappa interattiva e decidere se partecipare o meno; è
possibile registrarsi sulla piattaforma e scrivere le proprie idee e proposte
senza partecipare agli eventi; da ultimo è possibile mettere "Mi piace" ad una
proposta già esistente e/o commentarla. L'iscrizione alla piattaforma richiede
pochi minuti.
La governance
La governance della Conferenza prevede una Presidenza congiunta che mette
assieme le tre Istituzioni principali: Parlamento, Commissione e Consiglio e
che sarà coadiuvata nei suoi lavori da un Comitato esecutivo, che si compone di
tre rappresentanti e di quattro osservatori per ciascuna di esse. Saranno
coinvolti in maniera molto forte anche il Comitato delle Regioni (CdR) ed il
Comitato economico e sociale europeo (CESE), unitamente ai Parlamenti nazionali.


Oltre alle
discussioni che coinvolgeranno i cittadini, la Conferenza sul futuro
dell'Europa prevede una serie di plenarie al Parlamento europeo. La prima,
inaugurale, si è tenuta a Strasburgo il 19 giugno, ed è stata incompleta, con
molti collegamenti on line a causa della pandemia e senza il gruppo dei
cittadini che devono essere ancora selezionati. Una seconda plenaria si terrà il
22 ed il 23 ottobre, sempre a Strasburgo, e sarà seguita da altre 4 sessioni,
per un totale di 6. L'ultima è prevista tra febbraio e marzo 2022.

Il numero dei
componenti della Conferenza è di 433 membri così suddivisi: 108
eurodeputati e 108 parlamentari nazionali, di cui quattro italiani; 3
componenti della Commissione europea, 54 rappresentanti degli Stati membri (due
per ognuno di essi - per l'Italia il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il
sottosegretario agli Affari europei, Vincenzo Amendola); 18 partecipanti per
il  Comitato delle Regioni e 18 per il
Comitato economico e sociale europeo, 8 componenti in rappresentanza delle
parti sociali e 8 in rappresentanza delle associazioni della società civile.
Poi ci sono i cittadini comuni (anch'essi 108 in totale): 27, uno per Paese,
sono stati designati dai rispettivi governi, più la finlandese Silja Markkula,
presidente del Forum della Gioventù Europea. Mancano altre 80 persone, assenti
alla plenaria perché devono essere ancora individuati: gli "European Citizens's
Panels", proverranno da quattro eventi previsti dopo l'estate a Firenze,
Dublino, Maastricht e Natolin, in Polonia. Qualora si tratterà di
discutere del ruolo dell'Ue nel mondo sarà invitato a partecipare ai lavori
della plenaria anche l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e
la politica di sicurezza. Per ovvi motivi sarà assicurata l'equa
rappresentatività di genere.
Cosa
ci si aspetta dai lavori della Conferenza?
Non sarà un semplice esercizio di
parola e di ascolto ma una discussione operativa, che consentirà di addivenire
a proposte concrete, da approvarsi ed attuarsi a cura delle Istituzioni
democratiche europee, secondo quanto previsto nei Trattati. Il fatto stesso che
queste Istituzioni si siano rese conto della necessità di apportare cambiamenti
nella vita dell'Unione ci lascia ben intendere che avrà un seguito. Chiaramente
è auspicabile anche il cambio dell'architettura comunitaria nella
consapevolezza che dovrà avvenire con la riforma dei Trattati vigenti (art. 48
del Trattato sull'Unione europea), cosa che richiede l'approvazione
all'unanimità e che trova al momento il forte contrasto di Paesi quali la
Polonia, l'Ungheria e i Paesi scandinavi, senza contare i gruppi politici
nazionalisti. Per garantire la credibilità dell'iniziativa, però, non sarà
possibile chiuderla con un manifesto d'intenti oltremodo generico.

Poiché è
stato più volte ribadito il ruolo che i giovani possono e devono avere
all'interno dei lavori della Conferenza sono in corso preparatori dell'"Evento
europeo per i giovani", organizzato anch'esso dal Parlamento europeo, sempre
nel mese di ottobre, l'8 ed il 9.
Ruolo degli Europe Direct 
In tutto questo quale è il ruolo degli Europe Direct, la rete europea
voluta dalla Commissione europea per compiere un'azione quotidiana di
informazione e di comunicazione sulle politiche, la legislazione, le strategie
e le opportunità offerte dall' Unione?

Gli Europe Direct identificati come Hub regionali per la Conferenza sul
futuro dell'Unione (tra cui Europe Direct Molise) ricoprono diversi ruoli: non
solo quello di organizzatori di eventi sulla CoFE, ma anche di fornitori
di un servizio strutturato agli stakeholder nei loro bacini di utenza, che
vengono identificati ed invitati a partecipare ai lavori della Conferenza
attraverso la piattaforma. Rivolgono inviti a partecipare ai singoli cittadini
e alle organizzazioni a cui viene fornita assistenza sia nell'organizzazione di
eventi che nell'interazione sulla piattaforma. Inoltre, i responsabili degli
EDIC possono fungere da moderatori negli eventi stessi.  Tutta la rete europea degli Europe Direct
collaborerà con la Commissione europea affinché la Conferenza possa raggiungere
al massimo gli obiettivi previsti.    



Fonti
Macron Emmanuel. «Per un Rinascimento europeo, lettera
ai cittadini europei», 4 marzo 2019.


«Programma di lavoro della
Commissione von der Leyen 2019-2024», 2019.

«Risoluzione del Parlamento europeo
del 15 gennaio 2020 della posizione del Parlamento europeo in merito alla
Conferenza sul futuro dell'Europa, doc. P9 TA (2020) 0010.», 2020.


Commissione europea. «Comunicazione
della Commissione europea, Dare forma alla conferenza sul futuro dell'Europa,
doc. COM (2020) 27 del 22.01.2020.», 2020.


Vincenzo Genovese. «House of Strasbourg: Com'è andata la prima plenaria della Conferenza sul
futuro dell'Europa». Linkiesta Europea, 21 giugno 2021.


https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/03/paper_conf_tr.pdf

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/conference-on-the-future-of-europe/

https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20210505IPR03505/conferenza-sul-futuro-dell-europa-evento-inaugurale-a-strasburgo

 











 

 
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