GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Il 21 marzo 2021, ricorre la Giornata Internazionale per
l'eliminazione della discriminazione razziale, istituita dalle Nazioni Unite
nel 1966.

Il tema del razzismo è molto ricorrente anche nell'Unione europea,
nonostante la stessa  condanni fermamente
ogni forma di discriminazione fondata sulla razza o sull'origine etnica.  Ancora oggi l'origine razziale o etnica
diventa motivo di discriminazione, basti pensare a come durante la pandemia
Covid-19 persone di origine asiatica siano state ingiustamente accusate di aver
diffuso il virus. Ma questo è solo uno dei tanti esempi di
come comportamenti discriminatori basati sulla razza  vengano continuamente attuati nei confronti
di persone di colore,  rom e 
musulmani. 

Secondo l'indagine dell'Unione europea sulle minoranze e sulla
discriminazione condotta dalla  FRA (Foundamental Rights Agency - Agenzia
per i diritti fondamentali) l'origine etnica è uno dei principali motivi di
discriminazione per l'accesso all'interno di differenti contesti: in 
ambito lavorativo ( molti si sentono discriminati sul posto di lavoro sia al
momento dell'accesso sia durante il rapporto di lavoro),  nella ricerca di
un alloggio, nell'accesso all'istruzione o a beni e i servizi, quali trasporti
pubblici, ristoranti, negozi ecc., specie nei confronti dei rom e delle persone
di origine nordafricana. 

La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel
suo discorso pronunciato dinanzi al Parlamento europeo il 17 giugno 2020 ha
affermato in proposito "Dobbiamo parlare di razzismo, ma dobbiamo anche
agire. Cambiare direzione è sempre possibile se ve ne è la volontà. Sono felice
di vivere in una società che condanna il razzismo, ma non dovremmo limitarci
alla semplice condanna.  Il motto della nostra Unione europea è
"Uniti nella diversità" e il nostro compito è essere all'altezza di
queste parole e dare ad esse un significato concreto" . In
seguito, per continuare a indirizzare l'Europa verso l'uguaglianza, la
Commissione europea il 18.09.2020 ha emanato una apposita comunicazione "Unione
dell'uguaglianza" con cui ha presentato il piano d'azione dell'UE contro il
razzismo 2020-2025". 

ll piano
introduce una forte novità: per la prima volta il concetto di "razzismo
strutturale" compare in modo chiaro ed esplicito in un documento ufficiale
della Commissione. Discriminazioni, idee e comportamenti razzisti non
dipendono solo dal singolo individuo ma sono espressioni di un sistema
pubblico, istituzionale, sociale e culturale che contribuisce, in maniera
esplicita o implicita, a generare, consolidare e reiterare pregiudizi,
stereotipi, disuguaglianze e discriminazioni. Questa novità si ripercuote in
tutto il documento che articola il piano di azione dividendolo in due parti: la
lotta contro il razzismo "individuale" e quella contro il "razzismo
strutturale". 

Il Piano
prevede cinque livelli di azione. I due punti-chiave riguardano la nomina di un
coordinatore alla lotta contro il razzismo e l'impegno della Commissione a
migliorare la rappresentatività del proprio personale, attraverso una revisione
delle procedure di selezione. 

Il
coordinatore per la lotta contro il razzismo dovrà avviare un dialogo regolare
con le parti interessate, cioè istituzioni nazionali e minoranze etniche,
incontrandosi con loro almeno due volte all'anno. Il coordinatore manterrà i
contatti con le comunità minoritarie e interagirà con il Parlamento Europeo, la
società civile, il mondo accademico e la Commissione. Lo scopo è quello di
rafforzare le risposte politiche nel campo dell'antirazzismo. Il coordinatore
dovrà avere una forte personalità sia a livello di preparazione che di
comunicazione. Sarà necessario un personaggio molto forte nei contenuti, per
trattare di questioni diversificate, dall'educazione ai diritti sociali, fino
al mercato del lavoro, la cultura e la salute. Ma dovrà anche essere in grado
di "guidare con vigore il dialogo tra i Paesi membri e le parti sociali".  In
secondo luogo il Piano prevede misure per migliorare "in modo significativo" la
rappresentatività del personale della Commissione, attraverso nuove modalità di
reclutamento e selezione. Alcune delle altre misure previste: 

ü 
nel periodo di programmazione 2021-2027 l'Unione europea utilizzerà
i fondi stanziati per supportare gli Stati membri nella lotta all'inclusione
sociale sostenendo la parità tra tutti gli individui e garantendo la
parità di accesso al mercato del lavoro, all'assistenza socio-sanitaria,
all'alloggio, ai servizi di istruzione e di formazione, in particolare per le
persone in condizione di inferiorità e vittime di razzismo.

ü 
la Commissione, inoltre, vuole garantire sistemi di
protezione e polizia giusti, dato che sono stati riscontrati alcuni
comportamenti poco corretti attuati dalle forze di polizia. Per questo
motivo l'Agenzia europea dei diritti fondamentali (FRA) sta effettuando delle
ricerche.

ü 
in ambito lavorativo la rete europea dei servizi pubblici per
l'impiego (SPI) adotterà soluzioni per contrastare la discriminazione
all'interno dei servizi pubblici per l'impiego all'interno dell'Unione europea.
Un esempio per tutti quello dell' Austria dove il 76 % dei giovani
africani non lavora, non studia e non frequenta corsi di formazione, rispetto
all'8 % della popolazione in generale (secondo dati della FRA del 2018).

ü 
nell' ambito del diritto allo studio l'Unione europea ha stabilito
che l'istruzione inclusiva sarà uno dei punti cardine della cooperazione
dell'UE. Questo diritto si applicherà anche all'apprendimento e alle istruzioni
digitali, come stabilito nel piano d'azione aggiornato per l'istruzione
digitale. All'interno dell'ambiente scolastico dovranno diminuire i pregiudizi,
poiché la Commissione attraverso un confronto con i giovani dell'UE ha
stabilito 11 obiettivi europei. Anche il programma Erasmus lavorerà
per favorire l' inclusione dei giovani.  

ü 
in ambito sanitario il COVID-19 ha evidenziato le problematiche
dovute dalla disparità sociale e anche quelle legate al razzismo. Questo è il
motivo per il quale il programma europeo per la salute EU4Health e il
piano europeo di lotta contro il cancro prenderanno in esame le disuguaglianze
in ambito sanitario e l'UE presenterà differenti proposte ai responsabili delle
politiche sanitarie a livello dell'UE e nazionale.   

 
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