Cooperare con la Cina: opportunità e necessità??

Quella che potete leggere nella foto qui a fianco è la frase del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel che ha partecipato, assieme alla presidente della Commissione Von der Leyen e all'Alto rappresentante Josep Borrell a una videoconferenza col primo ministro cinese Li Keqiang e  il presidente del Partito comunista cinese Xi Jinping. Per  la prima volta le istituzioni europee hanno detto in modo chiaro e assertivo che la Cina è un partner nella cooperazione internazionale ma anche un concorrente economico e un rivale sistemico. E soprattutto hanno affermato che l'Europa chiederà sempre rispetto dei diritti umani e civili dei cittadini di Hong Kong e del Tibet (entrambe fanno parte della Cina) e migliori condizioni commerciali per le imprese del Continente. 
Nel 2019 l'Unione è stata il primo partner commerciale cinese, mentre Pechino è stato il secondo per Bruxelles. Ogni giorno passano tra queste due realtà beni per un valore di 1,5 miliardi di euro. Si tratta di scambi commerciali troppo importanti. L'Ue userà una tattica diversa a metà tra l'atteggiamento intransigente dell'amministrazione Trump e la posizione sinora morbida delle precedenti commissioni europee. 
ll 9 aprile del 2019 tra Ue e Cina hanno stretto un accordo sugli investimenti concordato il 9 aprile del 2019 tra Ue e Cinache non ha portato a grandi risultati.Ci sono molti nodi da affrontare.
La questione dei diritti umani a Hong Kong e in Tibet:
gli aiuti di Stato di Pechino alle aziende cinesi che operano nel mercato unico europeo;
le imprese europee che lavorano in Cina costrette a usare tecnologia cinese;
le divergenze sulla gestione della pandemia;
l'agenda climatica.
Per non parlare dei vari report del Servizio esterno per l'azione europea che hanno denunciato la campagna di disinformazione cinese contro l'Unione europea.

Vista la situazione, la  Commissione europea ha pubblicato un libro bianco (una raccolta ufficiale di proposte su un settore specifico) per mettere una serie di paletti contro quelle società extra Ue che provano a comprare aziende europee anche grazie alle sovvenzioni dei loro governi nazionali che li aiutano molto di più di quanto possano fare i Paesi membri. Il riferimento è alla Cina e non è per nulla casuale. 
fonte: Linkiesta

 
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