#emergenzaCOVID2019 Cosa è successo ieri #23aprile??
Cosa ha deciso il #Consiglioeuropeo? Proviamo a sintetizzare.
Nel #consiglioeuropeo che ha preceduto Pasqua eravamo rimasti che gli Stati membri avevano trovato un accordo i massima su #BEI#SURE#MES ed avevano introdotto la discussione sul #Recoveryfund.
Ieri i 27 leader Ue hanno approvato il pacchetto di aiuti da 540 miliardi di euro: Bei-Sure-Mes che saranno operativi dal 1 giugno e che ora dovranno essere dettagliati dal punto di vista operativo. Inoltre sono stati concordi sulla necessità, urgente, del Recovery fund che consiste in un fondo con il compito di emettere delle apposite obbligazioni, i "recovery bond", garantite dal bilancio Ue, tramite le quali il fondo stesso si finanzierà. Ieri è stato dato mandato alla #Commissioneeuropea di elaborare e di inviare ai leader, in due settimane (probabilmente entro il 6 maggio) una proposta dettagliata in cui spiega come intende collegare i recovery bond con il bilancio pluriennale europeo e che tipi di obbligazioni europee saranno emessi.
La proposta della Commissione prevederebbe di rendere il bilancio dell'UE più consistente tramite un maggiore gettito da parte degli Stati membri che verseranno non più l'attuale 1% del proprio PIL ma il 2%. In questo modo ci sarebbe un incremento di denaro tale che si potrebbero emettere maggiori garanzie necessarie ad emettere i recovery bond. Si verrebbero quindi a generare molte risorse economiche che verrebbero reintrodotte nel bilancio UE per raggiungere gli obiettivi previsti dal'UE e contrastare l'emergenza. Questa è una novità importante. Su cosa sono divisi gli Stati? Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia chiedono che il recovery fund si basi sui fondi del bilancio comunitario ed emetta delle obbligazioni fino a 1,5 trilioni di euro (1500 miliardi). La Commissione Ue poi dovrebbe dare questi soldi agli Stati membri tramite grant ovvero delle sovvenzioni a fondo perduto che non saranno mai restituiti in sé, ma solo pagando gli interessi (meccanismo del debito perpetuo). E chiedono che si trovi il modo di anticipare questi soldi il prima possibile con una soluzione ponte per evitare che arrivino troppo tardi. Invece Austria, Svezia, Finlandia e Paesi bassi si oppongono perché vogliono che il recovery fund dia in prestito questi soldi e non a fondo perduto o con il meccanismo del "debito perpetuto".

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