Bilancio 2022: "La priorità è la ripresa economica".

Bilancio 2022: "La priorità è la
ripresa economica".

Karlo Ressler (EPP, HR), relatore per il bilancio UE 2022,
nella foto durante l'intervista La ripresa dalla pandemia di Covid-19 nell'UE,
costituisce la massima priorità del Parlamento in termini di bilancio per il
prossimo anno. Scoprite di più nella nostra intervista. Il Parlamento è
attualmente impegnato in una negoziazione di 21 giorni con il Consiglio per il
budget UE 2022. L'eurodeputato Karlo Ressler (EPP, Crozia), responsabile della
supervisione del processo legislativo per conto del Parlamento, ha spiegato le
priorità del Parlamento. Quali sono le priorità del Parlamento europeo per il
budget 2022? La priorità assoluta è supportare la ripresa dalla crisi provocata
dalla pandemia di Covid-19 e, allo stesso tempo, gettare le fondamenta per
un'Unione più resiliente. Vogliamo investire in un'economia dinamica, per
aiutare le piccole e medie imprese(PMI) e promuovere l'occupazione, soprattutto
dei giovani. La seconda priorità è quella di continuare con la transizione
digitale ed ecologica. In terzo luogo, vogliamo sviluppare una Unione forte e
in salute. Infine, vogliamo concentrarci soprattutto sulle giovani generazioni
e sui nostri figli. In questo senso, l'Erasmus+ e il Corpo europeo di
solidarietà sono probabilmente gli esempi più rappresentativi ma, in fin dei
conti, la maggior parte dei nostri programmi si rivolgono direttamente o
indirettamente ai giovani. In che modo vi aspettate che il bilancio acceleri la
ripresa dopo la pandemia di Covid-19? Dopo la crisi, dobbiamo essere ambiziosi.
Dobbiamo investire. Questa è l'idea di fondo. In termini pratici questo
significa investire di più e assistere coloro che sono stati colpiti
maggiormente dalla pandemia. In questo senso, crediamo nel supporto concreto
alle piccole e medie imprese di tutta Europa. Si tratta di qualcosa di
piuttosto tangibile. In che modo il bilancio può aiutare ad affrontare
situazioni come quella venutasi a creare in Afghanistan? Stiamo cercando di far
fronte alla situazione afghana investendo di più negli aiuti umanitari. Questo
è stato l'obiettivo principale di uno degli emendamenti più importanti fatti
dal Parlamento europeo. Penso che tutte le istituzioni concordino sul fatto che
si tratti di sviluppi imprevedibili, che il mondo stia cambiando rapidamente e
che non possiamo ignorarlo. Sarà necessario lavorare fianco a fianco con la Commissione
e il Consiglio per provare a trovare una soluzione. A tal proposito, stiamo
ancora aspettando una proposta concreta dalla Commissione, ma cerchiamo di
risolvere la situazione afghana innanzitutto attraverso una linea speciale di
aiuti umanitari per il popolo afghano e i paesi confinanti. Quest'anno ha
portato sfide impreviste come l'attuale aumento del costo dell'energia, la
situazione in Afghanistan e i disastri ambientali. Programmare un bilancio
annuale sta diventando sempre più difficile dal momento che molte "riserve
cuscinetto" devono essere messe da parte? Direi di sì. Per l'UE è difficile
programmare quando è in atto una pandemia che costituisce la più grande crisi
della nostra generazione. Questo ci ha fatto capire che dobbiamo essere più
resilienti. Dobbiamo essere preparati ad agire tempestivamente e non è
possibile farlo senza finanziamenti adeguati. 
fonte : Europa & Mediterraneo n.°43 del 03/11/2021

 
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