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a mobilità delle persone e delle merci sul territorio europeo , con il relativo flusso di capitali ed informazioni, è ormai un fenomeno caratteristico della società moderna e che si rivela sempre più difficile da controllare. In tale ambito, è fondamentale, per promuovere un mercato aperto e competitivo, lo sviluppo delle reti di trasporto.
L'industria dei trasporti ha un ruolo importante nella Comunità Europea visto che rappresenta il 7% del prodotto nazionale lordo (PIL), il 7 % dei posti di lavoro, il 40 % degli investimenti realizzati dagli Stati membri e il 30 % del consumo energetico e la domanda in tale settore, in particolare per quanto riguarda il traffico intracomunitario, ha avuto negli ultimi venti anni una crescita praticamente ininterrotta (2,3 % l'anno per le merci e 3,1% per i passeggeri).
La realizzazione del mercato unico rappresenta una svolta nella politica comune dei trasporti, poiché le misure da esso introdotte (abolizione delle frontiere, misure di liberalizzazione, ivi compresa la liberalizzazione del cabotaggio) consentono di rispondere alla crescente domanda di trasporto e di combattere in tal modo i problemi di congestione e di saturazione connessi a tale crescita.
La liberalizzazione dei trasporti ha tenuto conto, tuttavia, di varie condizioni vincolanti:

  • di natura sociale: per impedire che la libera prestazione dei servizi induca ad evitare le norme nazionali più cogenti. La liberalizzazione della prestazione di servizi è stata quindi accompagnata da un'armonizzazione delle condizioni sociali e delle norme di esercizio delle attività e delle qualificazioni;
  • di natura economica: per evitare che investimenti nel campo delle infrastrutture siano sfruttati da trasportatori che non contribuiscono al loro finanziamento, in particolare nel settore dei trasporti su strada;
  • in materia di sicurezza dei collegamenti: per evitare che l'introduzione di ulteriori fattori di concorrenza comprometta la continuità delle relazioni di trasporto tra zone periferiche (insulari) e zone centrali (continentali).

La politica dei trasporti, che include i trasporti ferroviari, stradali e di navigazione marittima e fluviale, persegue essenzialmente tre obiettivi:

  • l’eliminazione degli ostacoli che i trasporti possono opporre alla realizzazione del mercato comune e, quindi, la soppressione delle discriminazioni di prezzo e di condizioni di trasporto;
  • l’integrazione comunitaria dei trasporti con conseguente abolizione delle discriminazioni fra trasportatori;
  • l’organizzazione generale dei trasporti nel quadro della Comunità, quindi una politica tariffaria comune, un coordinamento in materia di investimenti di infrastrutture, etc.
    Nonostante l’esplicita previsione nei trattati istitutivi, l’avvio degli interventi comunitari in materia è stato piuttosto lento.

Poiché la rimozione degli ostacoli che il sistema dei trasporti esistente poteva frapporre alla creazione del mercato comune sembrò il problema più urgente, nel giugno 1960 il Consiglio adottò il regolamento 11/60, tuttora vigente, che ha ribadito il divieto, già posto dal trattato, di praticare prezzi a condizioni differenti in relazione al Paese di origine o di destinazione dei prodotti trasportati per le stesse merci.
Se la disciplina della materia si è inizialmente focalizzata sulle condizioni di onorabilità, capacità finanziaria e professionale, la cui regolamentazione rientra nella competenza dello Stato membro ove è posta la sede dell’esercente l’impresa di trasporto, successivamente l’intervento si è esteso ad altri campi.
Il regolamento 1174/68, più volte integrato, modificato e infine sostituito dal regolamento 3568/83, ha previsto infatti l’adozione di sistemi omogenei per la determinazione delle tariffe nei trasporti su strada, stabilendo una disciplina provvisoria differenziata che introduce sia un regime di liberalizzazione, basato su tariffe di riferimento non obbligatorie, sia la fissazione bilaterale di tariffe a forchetta obbligatorie.
Infine l'ultimo Libro bianco sulla politica dei trasporti costituisce un vero piano di azione volto a migliorare la qualità e l'efficacia dei trasporti europei. L'obiettivo finale è riequilibrare i diversi modi di trasporto nel 2010, grazie a una politica attiva di rilancio delle ferrovie, una promozione del trasporto marittimo e fluviale e di sviluppo dell'intermodalità.

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