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Il Partenariato
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I Sottoscrittori

Altri Aderenti

Il ruolo del Partenariato nell’attuazione della strategia del P.T.O. Matese
 
Indice
Premessa
"Storia" del partenariato
La Concertazione
Attività del Partenariato
Obiettivi raggiunti dal Partenariato
 
  

Premessa 

Il risultato più visibile del ruolo che il partenariato ha recitato in questi anni è rappresentato dalla convergenza di tutti gli attori dello sviluppo verso la definizione di un obiettivo comune di crescita dell’area: la creazione di un ambiente favorevole all’aumento dell’occupazione e della qualità della vita che faccia leva su un connubio di elementi tra loro strettamente interrelati – qualità dei prodotti e dei processi, nuove forme di turismo e di accoglienza, miglioramento della dotazione ambientale. Il percorso è stato lungo e faticoso.

Dalle prime iniziative prese per la realizzazione del Partenariato locale emergeva, infatti, che le motivazioni che erano sottese alla partecipazione all’attività di concertazione per la realizzazione di un Patto Territoriale erano estremamente eterogenee: la volontà di realizzare nell’area del Matese un piano di sviluppo complessivo, la necessità di dare risposte forti ed efficaci a situazioni di crisi particolarmente gravi per alcuni settori produttivi, esigenze di reperimento di risorse finanziarie: queste le principali ragioni che spingevano gli attori coinvolti nelle prime fasi di costruzione del Partenariato. A tale differenziazione di motivazione si aggiunga la scarsa propensione alla concertazione che si evidenziava nella regione.

Tutto ciò premesso è chiaro che il lavoro svolto è stato mirato alla costruzione di meccanismi che potessero e possano garantire quella integrazione operativa e strategica in grado di supportare l’azione e l’interdipendenza degli attori, necessarie caratteristiche di un Partenariato locale. Ciò attraverso anche la definizione delle capacità di investimento dei singoli attori e l’acquisizione della capacità di prendere decisioni collegiali.

A tal fine le azioni e le attività svolte hanno mirato a: 

    realizzare un attento monitoraggio dei punti di forza e di debolezza del territorio interessato all’azione

    approfondire la conoscenza degli attori del Partenariato al fine di individuarne specifiche competenze, risorse ed esperienze in modo da poterle meglio "sfruttare" nel Partenariato

    individuare i vantaggi reciproci della partecipazione al Patto 

    creare una struttura fisica di coordinamento delle attività.

Il passo successivo nella realizzazione del partenariato è stato quello dell’individuazione di bisogni specifici espressi dal territorio in grado di generare progetti innovativi da un punto di vista organizzativo e tecnico tali da garantire uno sviluppo integrato durevole che crei posti di lavoro. La concertazione si è, quindi, concentrata sulla stesura e soprattutto sulla condivisione del piano d’azione, sull’ampliamento ed il rafforzamento del partenariato e sulla firma di precisi protocolli d’impegno che sono in fase di ulteriore affinamento. 

"Storia" del partenariato 

La preparazione del partenariato e il coinvolgimento attivo di un sempre maggior numero di partecipanti ha preso l’avvio nei primi mesi del 1994, protagoniste le rappresentanze molisane delle tre confederazioni sindacali , Cgil, Cisl e Uil, e la Legambiente. Il faticoso ma efficace processo di concertazione, che ne è seguito, ha visto il primo concreto risultato nella firma del Documento della concertazione il 10 dicembre 1996, presso il Cnel a Roma. 

In questa prima fase, il partenariato si è rafforzato sempre più, pur in presenza di un notevole ampliamento del numero dei protagonisti, raggiungendo un ampio consenso sulle linee guide dello sviluppo dell’area del Patto che in parte sono state "riorientate" rispetto a quelle previste dagli iniziali promotori. Il risultato più concreto è stato quello di poter contare sull’apporto fattivo della quasi totalità delle forze economiche, sociali e delle amministrazioni locali impegnate nello sviluppo complessivo del territorio tramite la creazione di "ambiente favorevole" alle iniziative economiche e alla qualità della vita con la conseguente attivazione degli strumenti necessari. Nella predisposizione del primo documento di concertazione si sono tenuti presenti gli orientamenti più volte espressi da Cnel e dalle Delibere Cipe in tema di Patti Territoriali.

La concertazione 

L’attività di concertazione ha mirato sin dall’inizio verso idee forti di sviluppo integrato che creassero valore aggiunto a quanto i singoli promotori avrebbero potuto apportare individualmente sul territorio. L’idea forte su cui si è "coagulato" il partenariato è stata quella della piena valorizzazione delle potenzialità, in gran parte ancora inespresse, dell’area del Molise centrale soprattutto nei settori vocazionali del territorio, in primo luogo l’ambiente, il turismo, l’agroalimentare puntando anche e soprattutto sulla solida base di risorse umane disponibili da formare o riqualificare. Una grande attenzione è stata, inoltre, posta da tutti gli attori dell’area verso politiche e strumenti innovativi a favore dell’occupazione (nuovi giacimenti d’impiego, etc.), l’attivazione di nuovi posti di lavoro con conseguente riduzione del tasso di disoccupazione areale e l’incremento del reddito disponibile pro capite. Nella fase di assistenza tecnica ci si è arrivati per l’ulteriore affinamento della diagnosi socio- economica territoriale posta a base del Patto e l’ulteriore sviluppo e consolidamento del processo di concertazione; la verifica e la ridefinizione delle strategie di intervento nell’ambito dei settori già identificati come "vocazionali" del Patto e negli altri che coerentemente alle richieste della Commissione e ai fabbisogni del territorio si sono andate a definire, si è promosso un ulteriore afflusso di idee e progetti sia di natura imprenditoriale che sociale e infrastrutturale coerenti alle linee di azione strategiche tracciate. L’obiettivo era di individuare bisogni insoddisfatti della popolazione al fine di creare nuovi mestieri. Tutto ciò tramite un’azione integrata, sia strategica che operativa, che ha portato a prime ipotesi di interdipendenza tra i diversi attori sul territorio in grado di intravedere subito il valore aggiunto di tale azione e i vantaggi reciproci che ne potranno derivare.

Attività del Partenariato 

Il Partenariato tra i vari soggetti promotori è stato organizzato tramite una Segreteria tecnica istituita presso la F.A.I., Azienda Speciale della Camera di Commercio di Campobasso, un Comitato Direttivo, in rappresentanza di tutti gli interessi presenti nell’Assemblea dei Promotori che si è riunito a scadenza quasi settimanale per tutto il periodo dell’assistenza tecnica allo scopo di affrontare i temi generali e specifici messi in campo dal Partenariato. Si è avviata una intensa azione di promozione e sensibilizzazione interna ed esterna del Patto tramite numerosi comunicati stampa, convegni e seminari sul territorio, trasmissioni televisive.

Sono stati creati, nell’ambito del Comitato Direttivo, alcuni gruppi di lavoro tematici e sono state organizzate diverse riunioni operative tra i vari partner per discutere e decidere le strategie da attuare nelle varie fasi. Numerosi incontri di sensibilizzazione e coinvolgimento sono stati realizzati con i protagonisti del terzo settore e dell’ambiente. Soprattutto verso questi ultimi l’attività di concertazione è stata molto forte per rafforzare un obiettivo comune che alla vigilia della firma del primo documento di concertazione si era notevolmente indebolito. Un successo notevole è stato raggiunto con l’ampliamento ulteriore della platea di soggetti coinvolti nel processo di concertazione. In tale contesto il primo sforzo è stato teso al coinvolgimento della Regione Molise che ha firmato un apposito protocollo e con una Delibera di giunta ha inserito il Patto Regionale per il Lavoro e nella propria programmazione regionale. L’innovazione molto forte che i promotori ritengono di aver raggiunto in un territorio molto arretrato in termini di partenariato e concertazione è relativa al coinvolgimento molto forte degli istituti creditizi alla ricerca di nuovi strumenti in grado di soddisfare l’esigenza affiorata nell’area di nuova imprenditoria in settori come l’ambiente, il turismo e i servizi alla persona tradizionalmente lontani dall’istituzione Banca. Si è, quindi, ritenuto particolarmente utile l’azione integrata di altre istituzioni creditizie in grado di supportare in vari modi la progettualità del Patto. E’ stato studiato e stilato un apposito protocollo che coinvolge gli istituti che svolgono attività di credito ordinario mentre ha aderito ufficialmente la finanziaria regionale FinMolise specializzata nel settore del Merchant banking, dell’assunzione di partecipazioni, venture capital e tutti gli altri strumenti vocazionali alla creazione di occupazione, allo scopo di favorire una migliore definizione e un’eventuale successiva partecipazione al finanziamento di iniziative a favore dell’occupazione ritenute maggiormente valide. Sono "in progress" appositi protocolli con il Provveditorato agli Studi, l’Enea, la Società per l’Imprenditorialità Giovanile, l’Artigiancassa, Enel, l’Azienda sanitaria Locale Centrale e le Ferrovie dello Stato. Un alto valore aggiunto, infine, viene fornito al Patto dalla stipula di un apposito Protocollo con il Comitato delle Parità e Pari opportunità.

Sono allo studio, infine, le modalità di costituzione e gestione di una società consortile, a prevalente partecipazione pubblica, che sarà chiamata a fungere da soggetto intermediario locale (S.I.L.) responsabile dell’attuazione del Piano di Azione. La società consortile sarà chiamata a raccogliere il testimone del Comitato Direttivo e dell’Assemblea dei Promotori strutturandosi come sede permanente del Partenariato e della Concertazione. E’ forte, infatti, l’impegno da parte dei Promotori affinché l’attuale esperienza venga sviluppata anche nel lungo termine in maniera da rendere il Partenariato e il Patto, tramite la costituenda società consortile, uno stabile strumento di sviluppo dell’area. Nell’ipotesi allo studio si stanno valutando la composizione della compagine societaria e le modalità di gestione in grado di salvaguardare e sviluppare il Partenariato e la concertazione tra tutti gli attori locali.

In sintesi, i promotori hanno "conquistato" la forte convinzione di aver realizzato sul territorio la prima fase di quella faticosa ma vincente strategia sperimentale basata su promozione dal basso (gli obiettivi di sviluppo dell’area del Patto sono stati definiti da tutti gli attori locali), concertazione, Partenariato, impatto occupazionale duraturo tramite creazione di nuovi giacimenti occupazionali ed interventi innovativi sul territorio che caratterizzano il Partenariato duraturo e lo strumento sperimentale Patto Territoriale per l’Occupazione.

Merita altresì di essere sottolineata la capacità del Partenariato di sviluppare attività coerenti e funzionali alle strategie ed alle modalità di intervento che man mano si sono andati definendo. Si tratta di un processo ancora in pieno svolgimento e che si riflette nel continuo affinamento degli impegni delle parti.

 

Obiettivi raggiunti dal Partenariato 

  • Promozione e sensibilizzazione sul territorio
  • Verifica e rafforzamento del Partenariato e della concertazione tra i promotori (Definizione degli impegni degli enti locali, delle parti sociali e delle azioni per l’occupazione, del mondo del volontariato, ambiente e cultura, del mondo finanziario)

    Raccolta proposte e suggerimenti per la realizzazione delle misure di sviluppo, Raccolta manifestazioni di interesse

  • Realizzazione sportello di assistenza
  • Partecipazione incontri europei 
  • Coinvolgimento del Comitato di Sorveglianza e Protocollo d’intesa con la Regione Molise

  • Protocolli aggiuntivi per gli impegni dei promotori
  • Analisi socio economica dell’area, studi e approfondimenti sul Terzo settore e servizi alle persone, Analisi occupazione e formazione

  • Redazione del Piano di Azione
  • Preparazione organismo intermediario
 
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