Idee per il Programma Strategico Provinciale

La Provincia di Campobasso intende attivare una programmazione territoriale che rappresenti uno vero strumento di mobilitazione per riunire volontà, formulare obiettivi prioritari e generare partecipazione attiva dei diversi attori, pubblici e privati.
L’obiettivo è promuovere uno sviluppo sostenibile che punti:

  • all'occupazione, sostenga i giovani, incentivi le produzioni agricole di qualità (tipiche, biologiche)
  • garantisca la valorizzazione del turismo, del tessuto culturale e dell’artigianato
  • tuteli la qualità del territorio e il benessere dei cittadini (scuole sicure, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, ecc.), 
  • indirizzi lo sviluppo e il sostegno del tessuto imprenditoriale locale verso processi di innovazione,  ricerca e utilizzo delle ICT.

Tale sviluppo può essere garantito solo attraverso il concorso di molteplici volontà, utilizzando il metodo della concertazione e della programmazione negoziata.
Gli enti locali vengono ad assumere la veste di protagonisti della promozione e dello sviluppo locale e non quella di destinatari passivi di interventi e di iniziative decise il più delle volte in altri tavoli di concertazione.
La Provincia, nel suo ruolo di ente intermedio (area vasta) tra Regione e Comune, assolve la funzione di coordinamento territoriale, particolarmente significativa in questo momento che coincide con l’avvio della nuova fase di programmazione dei fondi comunitari 2007/2013.
A tal proposito si ribadisce l’importanza del dialogo con l’ente regionale, per arricchire il quadro programmatico molisano e per implementare la crescita economico-sociale con iniziative a questo correlate, che  ne assicurino una adeguata espansione - proiezione.
La fase di programmazione strategica d’area vasta richiede una partecipazione attiva e propositiva, della Provincia e degli altri  enti locali, della Camera di Commercio, dell’Università, delle forze sociali, delle associazioni di categoria e di tutti gli stakeholders.
Questa nuova esperienza di programmazione, soluzione di continuità rispetto al passato, almeno dal punto di vista metodologico,  darà i suoi frutti, ma in quanto articolata e rispondente ai bisogni espressi dalla collettività e sarà la risultante di un sensibile percorso di concertazione.
La nuova  programmazione dovrà essere ispirata a tre esigenze:

  • immaginare una sede istituzionale in cui posizionare un fattore di filtro/ bilanciamento selettivo delle istanze sociali di maggior valenza, in una prospettiva di interesse generale, curando una metodologia che esalti la logica del partenariato ed  i principi di sussidiarietà e leale collaborazione;
  • cogliere le opportunità di cofinanziamento offerte dalla programmazione e dagli incentivi di fonte comunitaria, nazionale e regionale;
  • assicurare alle aziende e alla cittadinanza nuove occasioni di crescita del mercato, offrendo opportunità di aggregazione della domanda e dell’offerta.

La strada appena delineata è percorsa ad oggi dal Comune capoluogo di regione che, unitamente ad altri 21 comuni vicini, ha promosso un Progetto strategico territoriale che la Provincia intende supportare, in un’ottica di efficiente ed efficace collaborazione istuzionale a vantaggio del territorio tutto, e che diventa un elemento qualificante del più ampio contesto programmatorio che vedrà protagonisti altri strumenti di lavoro quali il Piano Strategico Provinciale.
La concertazione, tuttavia, non deve servire alla diffusione utopistica di uno sviluppo eguale e altamente improbabile, oltre che insostenibile, bensì alla concentrazione delle iniziative qualificanti e alla loro localizzazione ottimale e distribuita sul territorio.
Negli ultimi anni, le iniziative di sviluppo locale attivate sul territorio della Provincia di Campobasso, dimostrano, in base ai risultati ottenuti, che l’approccio concertativo e di ascolto delle comunità locali è ‘vincente’.
La Provincia ha inaugurato la fase dei programmi LEADER - programmi di sviluppo rurale, il Patto Territoriale per l’Occupazione del Matese, il Contratto d’Area del Molise Interno, il Patto Territoriale del Trigno Sinello, il Patto dell’Agricoltura del Matese e per finire il Contratto di Programma per l’Agricoltura. Si tratta di strumenti che hanno utilizzato la leva dello sviluppo di una porzione del territorio per generare benefici di più ampia portata, in una condizione operativa segnata da un deficit grave di programmazione e pianificazione urbanistica territoriale: si è trattato di ‘innervature’ positive che hanno restituito a determinate aree una nuova gamma di potenzialità, escludendo dal procersso virtuoso, altre aree.
Il Piano Strategico Provinciale mira ad ovviare a tale deficit, sollecitando, al contempo, l’attività creativa e propulsiva dei soggetti operanti nella società , oltre che delle isituzioni.
Il Piano Strategico, da parte sua, intende accentuare la definizione delle potenziali linee di sviluppo che si rendono possibili sul territorio di riferimento, mirando ad una “valorizzazione integrale e razionale”, con uno sguardo attento anche alle politiche sociali e culturali, oltre che, ovviamente, alle scelte di natura economica. Il PSP e il PTCP mettono a punto strumenti di supporto della programmazione urbanistica degli enti locali.
La Provincia ha curato, in particolare, la redazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP ): si tratta di uno strumento importante, strettamente collegato al programma strategico, che presuppone una legge urbanistica regionale di cornice. Considerata l’assenza di quest’ultima, che qui si rimarca,l’azione in questione non si rivela comunque velleitaria, in quanto può contare sulla moral suasion che comporta azioni comunali di pianificazione coerenti con il PTCP.
Il territorio, inteso come sistema integrato, diventa una risorsa protagonista della competizione economica e soggetto dello sviluppo e della valorizzazione di tutto ciò che un sistema locale esprime in termini di crescita: reddito, ambiente, capacità produttiva, saperi, tradizioni ecc…
Assumono sempre maggiore rilievo, in questo contesto: le scelte urbanistiche e paesistiche; la collocazione ottimale di luoghi necessari allo sviluppo (smaltimento rifiuti; energetici; le aree destinate allo sviluppo industriale, artigianale, a parchi, etc.); lo sviluppo dei sistemi produttivi locali, industriali e terziari; il collegamento fisico e immateriale con altre aree e relative reti. Di seguito vengono tracciate alcune ipotesi guida che saranno sottoposte al vaglio e all’arricchimento concettuale in sede di consultazione e confronto con gli altri interlocutori istituzionali e sociali: in altri termini il PSP non viene presentato oggi ma la sua metodologia ed i suoi primi contenuti rappresentano i primi passi di un processo .
Tra le idee guida di riferimento intendiamo suggerire la enucleazione di alcune scelte di area in una logica di propulsione distrettuale. Nella parte successiva abbiamo affidato ad alcune schede una prima riflessione su tematiche che dovranno trovare corpo in seno al PSP.

PARTE I - AREE DISTRETTUALI

PARTE II - SCHEDE

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