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Biblioteca Provinciale
“P. Albino”
Nacque nel 1882, in seguito ad una donazione libraria alla
Provincia da parte di Pasquale Albino e nelle dichiarate intenzioni
dei fondatori doveva favorire la creazione del Museo Provinciale.
Alla prima donazione seguirono, negli anni successivi, le
donazioni di fondi bibliografici ed archivistici da parte
di molte famiglie molisane: De Rensis, Filipponi, Bellini,
Marcello Pepe, Perrella, De Rubertis e numerose altre. Attualmente
nella Biblioteca Provinciale sono contenuti 15.000 volumi
ed opuscoli che costituiscono la sezione molisana, cui si
aggiungono 434 testate (di cui 37 ottocentesche) di periodici
molisani. La sezione meridionale, già presente all’epoca
della fondazione, comprende opere di grande importanza: già
nel 1921 G.B. Masciotta, nel suo catalogo della Biblioteca
Provinciale, notava che “in essa trovasi quasi al completo
la legislazione dell’antico Reame dal secolo XIV al
XVIII”. Nella sezione Periodici nazionali sono circa
600 testate, alcune delle quali di notevole pregio (ad esempio
La Civiltà Cattolica del 1853, Nuova
Antologia dal 1869, Emporium dal 1898, Rassegna
Storica del Risorgimento dal 1912, ecc.). Nel magazzino
è conservato tutto il materiale non compreso in altre
sezioni, che costituisce la maggior parte del patrimonio della
biblioteca, cioè circa 50.000 volumi ed opuscoli. Più
recente, esistente da circa 25 anni, è la Sezione Letteratura.
Da notare infine la presenza di 4 frammenti ed incunaboli,
127 cinquecentine, 304 secentine, 2 fondi musicali manoscritti
e a stampa, pergamene, disegni e stampe e altro materiale
di pregio.
Mentre i dati cartografici relativi ai testi della Biblioteca
Molisana sono in fase di riversamento dalle schede cartacee
al software di catalogazione (già consultabile dai
terminali a disposizione del pubblico), le 37 testate ottocentesche,
per 13.000 pagine, sono state riversate su CD insieme ai fondi
musicali. La Biblioteca si sta inoltre fornendo di una stazione
multimediale, finalizzata soprattutto agli utenti del mondo
scolastico: essa possiede computer e terminali, ubicati in
sala lettura, attraverso i quali è possibile la consultazione
dei cataloghi e delle opere su CD – ROM.

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Biblioteca della diocesi di Termoli-Larino
Nei due nuclei in cui si articola tale biblioteca (quello
di Termoli e quello di Larino) sono conservati oltre 18.000
volumi di cui 6 cinquecentine, 7 secentine, 115 settecentine,
1.300 opere ottocentesche e circa 14.000 del novecento. Inoltre
opuscoli, un consistente numero di testi molisani, periodici
e collane. Gli argomenti prevalenti, nell’ambito del
carattere ecclesiastico che ha la biblioteca, riguardano la
spiritualità, l’ascetica e la contemplazione.
La biblioteca è il risultato di tre grandi nuclei:
quello antico, molto interessante (si notano la Prompta
Bibliotheca del 1722, la Theologia Moralis della
fine del settecento, la Storia Naturale del conte
di Buffon in 47 volumi), quello costituito da lasciti gratuiti
di sacerdoti della diocesi al fondo dell’Istituto di
Scienze Religiose (costituito da testi prevalentemente novecenteschi);
nel nucleo di Larino i contenuti sono parimenti di natura
ecclesiastica, con argomenti diversi solo per la cospicua
sezione molisana.
La Biblioteca è divisa in un nucleo centrale ubicato
a Termoli presso l’ex seminario, ed un nucleo distaccato
a Larino, nei locali annessi alla Cattedrale. Risale agli
anni quaranta del secolo scorso e fu voluta dal vescovo dell’epoca
Oddo Bernacchia. Il nucleo di Termoli consta di due sezioni,
includendo un fondo proveniente dall’Istituto di Scienze
Religiose. Il nucleo di Larino ha conosciuto una consistente
riduzione per il trasferimento di molti testi nel seminario
di Benevento all’epoca in cui la diocesi di Larino dipendeva
da quella città.

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Biblioteca ”Giulia” della diocesi di Trivento
Nata alla fine dell'ottocento, comprende circa 17.000 volumi
tra i quali sono presenti un centinaio di cinquecentine, oltre
200 secentine, molte delle quali stampate in città
estere (Amsterdam, Londra, Lione). Tra i testi dell’Ottocento
(circa 2.500 volumi) diversi sono di argomento storico (ad
es. atto degli Annali civici del regno delle due Sicilie),
mentre tra le opere del Novecento, che costituiscono come
di consueto il nucleo più consistente (oltre 11.000
testi), si notano i classici latini e greci, anche se prevalgono
quelli di argomento ecclesiastico. Rimasta per decenni in
locali della Diocesi, recentemente la biblioteca "Giulia"
è stata sistemata in locali del Seminario.
Fu inaugurata nel 1894 dal vescovo di Trivento Giulio Vaccaro,
dal quale prese il nome. Lo scopo era quello di fornire strumenti
bibliografici ai seminaristi ed ai sacerdoti. Aperta soltanto
ai soci, laici ed acclesiastici, era regolata da un puntuale
regolamento, che imponeva regole molto rigide
Biblioteca “Giulia” fondata da S.E. Mons.
Giulio Vaccaro solennemente inaugurata il 27 luglio 1894,
Napoli 1894.

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Biblioteca «Dionisio Piccirilli» di Campobasso
La Biblioteca consta di cinque sezioni, con volumi di argomento
francescano (Sala San Francesco), teologico, filosofico e
storico (Sala “P. Dionisio Piccirilli” e Sala
“P. Anselmo da Sassinoro”), molisano (Sala “P.
Agostino Cimino”), riviste e volumi di classici cristiani
(Sala “P. Umile Ferrara”). Il numero di volumi
è di oltre 25.000, di cui la maggioranza è costituita
da testi del novecento, seguiti da quelli editi nell’Ottocento.
Tra i testi più antichi sono 9 incunaboli, 71 cinquecentine,
314 secentine e 1.400 del settecento. I periodici sono 219.
I testi sono prevalentemente di argomento ecclesiastico, anche
se compaiono, sia pure sporadicamente, libri di diverso contenuto;
si citano a mo’ di esempio quelli di medicina (secenteschi),
di diritto feudale (settecenteschi), di musica (settecenteschi),
di teatro (ottocenteschi).
È una delle biblioteche più antiche costituitasi,
nel primo nucleo, sin dagli inizi dell’Ottocento, con
testi provenienti dal Convento di Santa Maria delle Grazie
distrutto dal terremoto del 1805. Passò oltre un secolo
prima che la biblioteca ricevesse una sistemazione: fu Padre
Umile da Toro che fece riordinare il materiale e inaugurò
nel 1969 la biblioteca intitolandola a Padre Dionisio Piccirilli.
Ancora oggi la biblioteca è annessa al Convento francescano
di San Giovanni dei Gelsi.

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Biblioteca del Sacro Cuore a
Campobasso
Contiene oltre 50.000 testi di discipline molto varie, prevalendo
quelle di natura ecclesiastica. Conserva l’incunabolo
più antico, un’opera di Jacopo Campora stampata
a Cosenza nel 1478. Tra le cinquecentine (80) di gran pregio
è una del 1508, la cui veste grafica è simile
ad un incunabolo; le altre due sono di argomento molisano.
I volumi del seicento (circa 500) sono prevalentemente di
argomento ecclesiastico, mentre le settecentine (quasi 2.000)
sono di materie diverse, comprese quelle giuridiche e di diritti
feudali. Dei circa 3.500 testi ottocenteschi, un nucleo molto
consistente è costituito da opuscoli inseriti nella
sezione molisana. Sono numerosi i trattati di medicina, geologia,
botanica, di musica, nonché di economia e di agricoltura.
Nelle collane (non tutte complete) si distinguono una di patristica
(441 volumi, in lingue latina, greca, siriana e orientale),
la collezione bilingue delle opere di Sant’Ambrogio
(25 volumi) e 31 volumi della Summa Teologica di
San Tommaso.
Nacque tra il 1928 ed il 1931, in concomitanza con la riedificazione
del Convento dei Cappuccini distrutto da un incendio nel 1922;
lo scopo originario era quello di essere da supporto al Corso
di Teologia degli studenti cappuccini. Fu P. Emmanuele da
San Marco La Catola che volle sin dall’inizio dare alla
biblioteca un contenuto non solo ecclesiastico, ma anche umanistico,
scientifico e storico. La biblioteca è ancora oggi
annessa al Convento dei Padri Cappuccini, ampliatasi notevolmente
in tempi recenti con l’apertura di nuove sale.

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Biblioteca della Soprintendenza
Archeologica del Molise
È nata nel 1972 in concomitanza con l’istituzione
della Soprintendenza Archeologica del Molise, ed è
incrementata annualmente con acquisti effettuati con fondi
ministeriali. Contiene oltre 10.000 volumi, con 250 testate
di periodici, dei quali alcuni chiusi altri in continuazione.
Specializzata in archeologia, architettura, storia dell’arte
e legislazione sui Beni Culturali, documenta queste materie
soprattutto per l’Italia Meridionale: scavi e ricerche,
mostre, musei, ecc. Una sezione è dedicata ai classici,
specialmente quelli latini. È l’unica biblioteca
del Molise specializzata in queste materie.
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